Sedici conferenze tenute a Basilea e a Dornach dal 23 dicembre 1917 al 17 gennaio 1918. «Per chi segue oggi l’antroposofia il compito più importante è passare dalle parole ai fatti e, poiché i fatti della scienza dello spirito sono lo spirito, allo spirito. Questo poiterà frutti, darà nuovi scopi in tutti i campi. Prima di ogni altra cosa porterà un frutto: per chi lo voglia, essere libero dalla fede nell autorità, da quella fede nell'autorità così diffusa nell’umanità di oggi e di cui l’umanità di oggi non si accorge neppure. Per incamminarsi nella direzione che qui è intesa, saranno necessarie alcune esperienze alla povera umanità del presente che va cosi orgogliosa di ciò che meno di tutto possiede, che va tanto fiera della sua libertà dalla fede nell'autorità, della sua libertà dall'idolatria. L’orologio del mondo è impostato su un ora favorevole pei la nostra epoca. Questo non deve giustificare il fatalismo. Non deve giustificare l'affermazione: “Allora abbandoniamoci al destino del mondo, tutto andrà bene; deve invece essere la conferma che se l’uomo vuole, ma deve volerlo, troverà infinite possibilità, soprattutto nel nostro tempo. Ma per ora gli uomini non lo vogliono ancora.»