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Jean-Pierre de Caussade
L’ Abbandono alla Provvidenza Divina
Adelphi
Pag. 166 Formato: 10,5 x 17,5 cm. Anno: 1989 ISBN: 978-88-459-0708-1
€. 12.00 €. 11.40 (-5%)
Se dovessimo indicare il libro occidentale più affine alla sapienza cinese del Tao tê ching o di Chuangtzu, sarebbe questo di Jean-Pierre de Caussade. Qui troviamo, in termini naturalmente del tutto diversi, una percezione quanto mai netta di quella corrente nascosta e indominabile che circola nel mondo e i Cinesi chiamarono Tao.
Per Caussade, tale è la corrente da cui si lascia sommergere chi pratica «l’abbandono alla Provvidenza divina». Jean-Pierre de Caussade fu un oscuro gesuita che negli anni fra il 1730 e il 1740 operò come direttore spirituale di alcune religiose di Nancy.
Parte di questa sua opera assumeva forma epistolare. E furono le religiose stesse a compilare, sulla base di queste lettere, il trattatello che qui presentiamo, di cui apparve la prima edizione nel 1861. Da allora, questo testo è diventato un classico della spiritualità cristiana. La sua fisionomia, per molti tratti, è unica. Per i lettori di oggi, il primo elemento che vi spicca è la perspicacia psicologica. E per molti queste pagine potranno essere più utili e vivificanti di ogni altra forma più moderna di «cura dell’anima».
Questo infatti è un libro che, come pochi altri, aiuta a vivere. Con estrema dolcezza, Caussade dice cose audacissime. La sua conoscenza dell’anima è stupefacente, come nei grandi moralisti francesi. Ma solo a lui appartiene l’insegnamento che sa guidarci a trovare il «grano di senape» dell’abbandono – questa virtù suprema – in ogni luogo e in ogni momento, poiché «l’azione divina inonda l’universo, penetra tutte le creature, le sommerge».
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Scheda dell'autore: Jean-Pierre de Caussade
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informazioni sull'Autore: Jean-Pierre de Caussade
Jean-Pierre de Caussade (Cahors, 7 marzo 1675 – Tolosa, 8 dicembre 1751) è stato un gesuita e maestro di spiritualità francese.Entrato nella Compagnia di Gesù nel 1693 e ordinato sacerdote nel 1704, Caussade dedicò quasi tutta la sua vita alla direzione spirituale. Fu rettore dei collegi di Perpignano (1739) e di Albi (1743). Predicando gli Esercizi spirituali di Ignazio di Loyola, divenne la guida delle Visitandine. Sottolineò la "passività" nella vita spirituale, tanto da essere tacciato di quietismo. I suoi scritti autentici consistono in un certo numero di Lettres spirituelles (Lettere spirituali) e di altri brevi testi. L'abandon à la Providence divine (L'abbandono alla Provvidenza Divina), il libro di spiritualità che lo rese famoso, quasi certamente non fu opera sua, ma è verosimilmente da attribuire ad una donna di Nancy, non identificata, che probabilmente apparteneva alla sua cerchia. Quando il gesuita Henri Ramière venne a conoscenza di questo libretto, nel 1861, e ne intraprese la pubblicazione, sarebbe stato ingannato da alcune visitandine che avrebbero ordito uno stratagemma per persuaderlo ad attribuire l'opera a Caussade. Le Visitandine avrebbero inteso onorare Caussade per ricompensarlo del suo servizio di direttore spirituale al loro convento di Nancy.[senza fonte] Altri testi spirituali attribuiti a Caussade non sono opera sua oppure sono rimaneggiamenti di testi suoi.
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