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Giorgio Colli
Apollineo e Dionisiaco
Adelphi
Pag. 269 Formato: 10,5 x 17,5 cm. Anno: 2010 ISBN: 978-88-459-2542-9
€. 14.00 €. 13.30 (-5%)
All’interno del vastissimo patrimonio filosofico che Nietzsche ci ha lasciato, le nozioni di «apollineo» e «dionisiaco» sono certo fra le più citate e le meno comprese, e a tutt’oggi la letteratura al riguardo appare largamente inadeguata. Con gli scritti raccolti in questo volume (elaborati tra il 1938 e il 1940, parallelamente a Platone politico e Filosofi sovrumani, e rimasti sinora inediti), Giorgio Colli non solo mostra di coglierle nella loro intima essenza, ma si spinge ancora più in là sulla strada aperta da Nietzsche. Collocandole alle origini stesse del pensiero occidentale, ed esaltandone l’«inesauribile fecondità», ne fa strumenti in grado di schiudere alcuni passaggi occulti della storia del pensiero, dell’arte e della scienza. E non sembrerà azzardata, al lettore che lo voglia seguire nel suo affascinante percorso speculativo, l’affermazione che eleva «apollineo» e «dionisiaco» a «princìpi universali e supremi della realtà».
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Scheda dell'autore: Giorgio Colli
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informazioni sull'Autore: Giorgio Colli
Giorgio Colli (Torino, 16 gennaio 1917 – San Domenico di Fiesole, 6 gennaio 1979) è stato un filosofo, filologo e storico della filosofia italiano. Ha insegnato per trent'anni Storia della filosofia antica all'Università di Pisa. Discendeva da una facoltosa famiglia torinese. Il padre, Giuseppe, amministrò il quotidiano La Stampa ai tempi di Alfredo Frassati, incarico dal quale fu poi estromesso all'indomani della marcia su Roma, su ordine di Benito Mussolini, per mettere alla direzione del quotidiano lo scrittore Curzio Malaparte. Dopo la Liberazione fu nominato amministratore del Corriere della Sera, dove restò per sedici anni. Colli frequentò l'Università di Torino, laureandosi in giurisprudenza l'11 luglio 1939, con Gioele Solari, discutendo una tesi in filosofia del diritto e filosofia politica dal titolo Politicità ellenica e Platone, sullo sviluppo storico del pensiero politico di Platone, ampie parti della quale furono pubblicate a cura dello stesso Gioele Solari. Studioso schivo e appartato, lontano da correnti di pensiero "in voga", fedele a Nietzsche e Schopenhauer, scorse nell'antica sapienza presocratica l'autentico "logos" a cui ritornare.
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