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DISPONIBILE
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Ludwig Binswanger
Il Caso Ellen West
Einaudi
Pag. 206 Formato: 12 x 19,5 cm. Anno: 2011 ISBN: 978-88-06-19429-1
€. 18.00 €. 17.10 (-5%)
Il caso Ellen West è il resoconto della piú celebre analisi di un caso clinico, mirabilmente narrato da Ludwig Binswanger.Si tratta di un documento prezioso sulla vita lacerata di una giovane donna straordinaria. Il saggio viene oggi riproposto nella versione italiana con un'introduzione che tiene conto di materiali inediti recentemente rinvenuti. Il lettore vi troverà non solo la possibilità di approfondire la conoscenza della psicoanalisi, della fenomenologia e dell'analisi heideggeriana della presenza, ma anche una storia umana alquanto inquietante, resa in forma quasi romanzesca da una delle menti di spicco della psichiatria del Novecento.Il discorso di Binswanger si articola sul piano antropoanalitico, psicoanalitico e piú propriamente clinico-psicopatologico. I confini tra i vari piani sono rigorosamente tenuti distinti e ciascuno mostra la propria intrinseca specificità.Ma subito balza agli occhi che l'esistenza di Ellen West è qualcosa di radicalmente diverso dal caso clinico: è qualcosa di piú che non l'insieme dei sintomi o dei disturbi sui quali può esercitarsi il sapere psichiatrico.
Per i problemi che affronta - l'anoressia, il suicidio - Il caso Ellen West risulta essere di estrema attualità, dal momento che mette in luce i profondi ripensamenti che oggi investono la psicoanalisi e tutta la psichiatria.
In questo libro Binswanger pone le domande che stanno al centro della cultura moderna: che cos'è la psichiatria? Che cosa significano le definizioni di «sano» e «malato di mente»? Che cosa capiamo veramente di un individuo malato quando tentiamo di metterci in contatto con lui?L'ampia e accurata introduzione fornisce anche al lettore non specializzato un utile strumento di comprensione.
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Scheda dell'autore: Ludwig Binswanger
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informazioni sull'Autore: Ludwig Binswanger
Ludwig Binswanger (Kreuzlingen, 13 aprile 1881 – Kreuzlingen, 5 febbraio 1966) è stato uno psichiatra e psicologo svizzero. Massimo esponente dell'analisi esistenziale e della psichiatria fenomenologica, fu profondo oppositore della nosografia psichiatrica di Emil Kraepelin. Così facendo traspose in un primo momento la fenomenologia di Heidegger e poi, dopo le critiche di quest'ultimo alla sua interpretazione di Essere e Tempo presente nei "Seminari di Zollikon", si interessò più della fenomenologia di Husserl per la ricerca nel campo della salute mentale; in particolare, oggetto del suo studio fu la schizofrenia. Suo nonno, anche lui di nome Ludwig, fondò il "Bellevue Sanatorium" situato a Kreuzlingen, mentre suo zio, Otto Binswanger (1852 – 1929), fu professore di psichiatria alla Università di Jena. Dal 1907 in poi, ebbe la fortuna, lui giovane medico agli esordi, di lavorare con alcuni dei più importanti psichiatri del suo tempo, come per esempio Carl Gustav Jung, Eugen Bleuler e Sigmund Freud, con il quale mantenne un rapporto di amicizia fino alla morte del padre della psicoanalisi. Per Binswanger, la malattia mentale è uno dei modi di porsi dell'essere umano, una modalità del suo Essere-nel-mondo, una peculiare disposizione soggettiva nei confronti della realtà e della vita interpersonale. Rispetto a Freud, Binswanger non condivide che l'intero meccanismo psichico dell'individuo sia mosso in modo esclusivo dall'Es e dalle pulsioni. Egli definisce l'uomo freudiano come "uomo natura" ridotto a oggetto di ricerca naturalistica, chiuso tra pulsione e illusione. Per Binswanger deve esserci qualcosa di più, una dinamica diversa che provoca piacere. Sente quindi l'esigenza di effettuare un'analisi epistemologica approfondita, prendendo in considerazione il Sé, il piacere e gli oggetti.
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