Titus Burckhardt Considerazioni sulla Conoscenza Sacra
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Pag. 119 Formato: 13 x 22 cm. Anno: 2011 ISBN: 978-88-7710903-3
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Vi è un rapporto rigoroso tra la natura sovraformale, libera e indeterminata dello Spirito e la sua espressione spontanea - dunque "donata dal Cielo" - in forme necessariamente determinate e immutabili. In virtù della loro origine che è illimitata e inesauribile, le forme sacre, sia pur limitate e "fissate", sono veicoli di influssi spirituali, dunque di virtualità d'infinito, e in questo senso è decisamente improprio parlare di una tradizione di cui esisterebbe soltanto la forma, e il cui spirito si sia ritratto da essa come l'anima che abbia abbandonato un cadavere: la morte di una tradizione inizia sempre con la corruzione delle sue forme essenziali. Secondo tutte le profezie il deposito sacro della Tradizione integrale sussisterà sino alla fine del ciclo; ciò significa che vi sarà sempre in qualche punto una porta aperta. Per gli uomini in grado di superare il piano superficiale e animati da volontà sincera, né la decadenza del mondo che li circonda, né l'appartenenza a un determinato popolo o ambiente costituiscono degli ostacoli assoluti.
Titus Burckhardt è nato a Firenze nel 1908 ed è morto a Losanna del 1984. Figlio dello scultore di Basilea Carl Burckhardt, cominciò a frequentare le scuole e gli ateliers d’arte. Attirato ben presto dall’arte orientale si mise a cercarne le fonti studiando le civiltà tradizionali. Due lunghi soggiorni in Marocco negli anni trenta gli consentirono di acquisire una eccellente conoscenza dell’arabo e delle maggiori discipline islamiche. Incaricato nel 1972 dall’Unesco e dal governo del Marocco di esaminare i problemi sollevati dalla preservazione della città antica «medina», ha impostato la preparazione di un programma di salvaguardia che ha permesso l’iscrizione della città magrebina sulla lista del patrimonio mondiale.