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Il libro delle gemme
I lapidari di Ildegarda di Bingen e Marbodo di Rennes
Ildegarda di Bingen Ildegarda di Bingen
Il Medioevo dimostrò un notevole interesse per il mondo fisico e sensibile ma, al contrario di quanto avviene oggi, ne indagò soprattutto la dimensione simbolica e sottile. Ne sono riprova i cosiddetti lapidari (o libri delle gemme), attraverso i quali vengono esposte qualità e virtù di quelle pietre che sono considerate l'eccellenza del regno minerale. Questo volume riunisce due esimi esempi di lapidari, quelli di Marbodo di Rennes e di Ildegarda di Bingen. Il vescovo Marbodo, rinomato poeta in latino del XII sec., sfoggia la sua vasta erudizione raccogliendo tutto quanto era noto nel suo mondo su origine, caratteristiche e virtù delle gemme: fino a tutto il Rinascimento, il lettissimo lapidario di Marbodo resta un modello incontrastato del genere. Diverso il caso di Ildegarda di Bingen, mistica e visionaria tedesca che oggi gode di grande notorietà. Il suo libro delle gemme (ancora oggi dotato di un valore non puramente documentario) parte da una interessante ipotesi (da intendersi simbolicamente) sulla loro formazione, per poi enunciare una ricca serie di considerazioni terapeutiche, straordinariamente affini a tecniche di cura utilizzate da altre civiltà tradizionali e che l'attuale cristalloterapia si propone di recuperare.
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